Serve davvero dimenticare?

Com’è felice il destino dell’incolpevole vestale! Dimentica del mondo, dal mondo dimenticata. Infinita letizia della mente candida! Accettata ogni preghiera e rinunciato a ogni desiderio.

 

la vostra Ale 🙂

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“E se”?

E se non avessi scritto quel messaggio?

E se fossi stata più coraggiosa?

E se non fossi salita su quell’ultimo treno?

Sarebbe davvero cambiato qualcosa?

Il punto è che chiedendoci “E se” non ci daremo nessuna risposta.

Il punto è che anche se fosse possibile tornare in quei precisi momenti,

in cui vorremo fare scelte diverse,

non le faremmo comunque, o torneremmo in qualche modo sui nostri passi.

Perchè in caso contrario significherebbe forzarci nel diventare estranei a noi stessi.

Perchè si, anche i nostri sbagli raccontano chi siamo. O meglio, a voltre sono scelte inevitabili, che noi consideriamo errori solo perché le conseguenze che comportano fanno troppo male.

E se? No. Perchè se doveva essere, sarebbe stato.

Perchè rinchiuderci dentro incertezze su “cosa poteva essere” ci fa perdere di vista quello che davvero conta: diventare noi, la nostra certezza.

Amatevi cari lettori, non permettete mai a nessuno di farvi dubitare di voi stessi.

 

Un abbraccio,

la vostra Ale 🙂

 

sbagliare a vivere.

È una questione così senza senso
Magari forse un giorno arriverà
Qualcuno che mi dica cosa fare
Qualcuno che sa già come si fa
Ma adesso proprio stai perdendo tempo
Continuo a vivere come mi va
Sbagliare a vivere mi piace un sacco

Se vuoi ti spiego io come si fa

Buongiorno,

ultimamente mi sento molto vicina a questo brano dei Thegiornalisti.

Anche se inconsapevolmente lo sono sempre stata.

Parla di qualcuno che è stufo di sentirsi dire che sta sbagliando, che sta prendendo la strada sbagliata o che semplicemente non ha ancora scelto chi vuole essere.

Eccomi, presente. Sopratutto negli ultimi due anni, continuo a sentirmi come un pesce fuor d’acqua, le persone che ho accanto continuo a vederle sempre un passo davanti a me e altre, peggio, le vedo puntare spietatamente le loro dita verso la mia persona.

Ultimamente mi è capitato diverse volte di fare nuove conoscenze, ma ogni volta che sono io a dovermi presentare tendo sempre a sminuirmi con “mi sono fermata al diploma, ora sto cercando lavoro”, e subito dopo queste parole faticano a reggere il confronto con quel qualcuno che invece risponde “ho iniziato a lavorare li, sto studiando in quella facoltà”.

Si, la verità è che mi sento sbagliata. Ho voglia di rivoluzionare la mia vita, di mettermi in gioco non necessariamente lavorando o studiando, voglio sentirmi qualcuno, anch’io.

 

Prigione

Ogni volta che scende una lacrima,

dai nostri occhi scivola anche un frammento del nostro cuore.

Inutile trattenerle,

perché significherebbe annegare nei nostri tormenti.

Soffocare i nostri sentimenti,

è negarci la possibilità di essere noi stessi.

Liberali,

grida,

fai in modo che ti sentano.

Non lasciare che il dolore diventi parte di te,

ma vivilo,

perché solo il tempo potrà indicarti la strada,

per essere finalmente libero.