Non comprate Dory!

Buona sera cari lettori/lettrici, procede bene questo giovedì?

Oggi a casa mia ci ha lasciati un amico speciale. Si lo so, aveva solo un paio di pinne, una coda e delle squamette…ma era tanto dolce!

Si parlo di un pesciolino! Non sono mai stata molto d’accordo che i miei tenessero un acquario in casa, lo vedo come una specie di prigione di vetro: stessi spazi, stessi colori, stessi incontri, stesse pareti. Che vita noiosa quella di un pesce d’acquario.

Ogni tanto mi fermo ad osservarli e guardo i loro piccoli occhietti, mi chiedo: “cosa starà pensando?”

Si lo so, pensieri normalissimi e comunissimi i miei!

Potrei fare mille altri esempi di animali rinchiusi e privati della loro libertà, che stanno molto peggio dei nostri pesciolini…ma l’argomento che voglio affrontare è preciso.

Nel 2003, quando avevo solo 5 anni, andai a vedere con i miei genitori, mia sorella e il mio vicino di casa uno dei cartoni della Disney più belli di sempre (a mio parere): Alla ricerca di Nemo. Gia, l’avventura del piccolo pesce pagliaccio catturato da due subacquei, ma sarà proprio grazie all’improvvisa sparizione di Nemo che Marlin, il padre, stringerà una forte amicizia con Dory, un pesce chirurgo femmina soggetta ad improvvise perdite di memoria.

Zitto e nuota! Nuota e nuota…

Risultati immagini per dory zitto e nuota

E’ proprio lei la protagonista del nuovo capolavoro Disney Pixar uscito in Italia dal 15 settembre scorso, purtroppo non ho avuto ancora il piacere di vederlo ma recupererò senz’altro!

Ha suscitato il mio interesse la petizione pensata da alcuni ambientalisti, che allarmati hanno dato vita alla piattaforma Care2, con  un preciso obiettivo: avvertire gli spettatori prima del film di non comprare il pesce chirurgo, ovviamente rivolgendosi alla famosa  multinazionale americana.

Infatti pesci come l’amata Dory sono reperibili unicamente in natura non in cattività come altri, e la paura di molti biologi e ambientalisti è che si ripeta il fenomeno della caccia al pesce pagliaccio per tutti i bimbi o non che volevano un Nemo nel loro acquario. Ma nel caso del pesce chirurgo, ciò porterebbe all’intensificazione della caccia a quest’ultimo che spesso avviene con metodi illegali.

La petizione ha raggiunto le 100 mila firme!

Grazia ai ricercatori dell’università della Florida, dopo quattro lunghi anni di ricerche, si é raggiunto l’obiettivo di far riprodurre il pesce chirurgo in laboratorio, così che un giorno possa essere “messo in commercio” nel modo più etico possibile.

Si certo, ci sono problemi più grandi della caccia ai pesci chirurgo, ma penso che il riconoscere il valore della vita di un piccolo essere possa essere un buon punto di partenza per costruire un mondo migliore!

Forse è uscito lunghetto, perdonate

la vostra Ale 🙂

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