Noi, poeti maledetti

Giorno 7°

Scrivevo silenzi, notti, notavo l’inesprimibile, fissavo vertigini”

(Arthur Rimbaud)

Buon giorno cari lettori/lettrici. 

Vi siete mai chiesti di che cosa realmente viviamo? Chi siamo? Esistiamo? O è tutta un’illusione?

Sensazioni. Visioni, odori e sapori. L’incertezza, che tormentava l’anima di chi sentiva di non trovare più quale fosse la propria strada, dominava l’esistenza dell’europeo del fine ottocento. La società sembrava progredire ed era proprio questo che fece smarrire anche i più sicuri e decisi del ruolo che occupassero in questo mondo. 

Il sapore delle labbra di chi amiamo, quello di una lacrima posatasi sulle nostre labbra, il calore di un abbraccio, la piacevole freschezza di un vento estivo che ci solleva dal torpore di una giornata calda, tremare per quanta gioia proviamo e non per il freddo. Sono cose semplici, che ci provocano piacere, soddisfazione, tristezza, serenità. Cose che per quanto molti poeti e scrittori ci abbiano provato, non riusciamo a descrivere. 

“La sensazione dentro di me si fa più calda e si irradia dal petto, scende per tutto il corpo, lungo le braccia e le gambe, fino alle estremità. ”

Suzanne Collins-La ragazza di Fuoco

Ecco perché tra fine ottocento e inizio novecento, molti pensatori e artisti vennero coinvolti dal movimento artistico-letterario del Decadentismo, che si contrappose ad ogni principio razionale e dotato di basi scientifiche. L’autore da me sopracitato, fece parte del movimento formatosi in Francia legato a quello decadentista: il Simbolismo. Egli viene oggi ricordato per essere stato uno di quei poeti solitari, trasgressivi, sregolati: i Poeti Maledetti. 

Per cercare ispirazione, essi scelsero la via più semplice e immediata: l’alcool e stupefacenti. Una fuga da una realtà che non li accettava né li comprendeva, un viaggio in un mondo parallelo, che quasi potevano raggiungere o toccare ma allo stesso tempo distante e maledettamente attraente per i loro sensi, un’esternazione dal mondo. Ma molte volte essi precipitarono in un senso di perdizione ancora più profondo ed oscuro, che li portarono all’autodistruzione.

“Comprare droga è come comprare un biglietto per un mondo fantastico, ma il prezzo di questo biglietto è la vita.” 

cit. Jim Morrison 

Personalmente credo che valga più la vita. Eppure nella società di oggi, migliaia di giovani rimangono uccidi, da una misera pasticca o un bicchiere di troppo.

E ora vi lascio i miei soliti consigli musicali:

https://www.youtube.com/watch?v=9Q7Vr3yQYWQ

Stairway to haven-Led Zeppelin

https://www.youtube.com/watch?v=Hyi-iBxScNc

Light my fire-The Doors

https://www.youtube.com/watch?v=L3HQMbQAWRc

Don’t worry be happy-Bob Marley

Buona domenica,

la vostra Ale 🙂

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17 thoughts on “Noi, poeti maledetti

  1. Conosco bene il Decadentismo ma non mi ha mai esaltato più di tanto, preferisco altro 🙂
    “Dont worry be happy” non è del grande Nesta Marley ma di un altro grande artista; Bobby McFerrin (artista Jazz) 😀

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      1. Il 1900 non è un Secolo decadente, anzi…tutt’altro. Certamente è anche il Secolo delle guerre mondiali ed altre guerre (Vietnam), oltre che certi sistemi totalitari ma è anche un periodo di: lotte, conquiste, Rivoluzioni, passioni e verità politiche. 😀
        Io sono una persona positiva, non mi rispecchio nel Decadentismo e nel Nichilismo 🙂

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      2. Io non ho detto che mi rispecchio in quel tipo di pensiero ma sicuramente mi affascina! Certo, un secolo davvero pieno di sofferenza ma insieme di cambiamenti importantissimi e positivi! Fai benissimo 🙂

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  2. Droga è alcool c’entrano relativamente oggi…è più un eccesso di benessere o mancanza di raziocinio. Ho fumato per molto tempo l’erba ma non per stupidità o altro, era una passione…bellissima!
    All’epoca era un’attitudine certo ma con significati precisi, anche se poi ci rimettevano le penne…

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