Per te forse ero solo quello.

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“Colloqui assurdi” Ep. 1

Buongiorno cari lettori/lettrici

Un`altra settimana sta per terminare. Un`altra settimana a sperare di trovare qualcosa per il mio futuro, un lavoro (meglio conosciuto al attualmente come miracolo divino).

Per carità, almeno in questi ultimi giorni qualche colloquio l`ho fatto.

Ecco, parliamo dei colloqui: un incontro fra due adulti, utile a mostrare le proprie capacità e potenzialità a un ipotetico datore di lavoro. E uno ci investe anche tempo,impegno e una buona dose di ansia. Eppure, certa gente sembra non averlo capito.

Ho svolto il mio ultimo colloquio in un hotel nella mia provincia, io stessa mi sono candidata spontaneamente e loro mi hanno chiamata per fissare un incontro. Bene fin qui no?

Il tipo durante la telefonata mi chiede:

“Lei è automunita?”

Bom. Era finita. Si mi rendo conto che essere patentata senza un`auto è abbastanza deprimente. E quindi gli rispondo:

“Momentaneamente no,mi spiace”gia arresa al mio destino.

“Per gli orari che facciamo sarebbe ideale avere un proprio mezzo…Venga comunque!”

E niente, sono andata. Ho fatto il colloquio, che è andato molto bene…Fin quando non ha riparlato del problema dell`auto. 

“Se riesce a risolverlo mi faccia sapere”

Ma io mi chiedo, perché? Che problemi ti affliggono? Certo ho apprezzato che mi abbia voluto conoscere, ma se mi hai fatta presentare per dirmi le stesse cose ed illudermi, allora non ci sto. 

E niente, mai una gioia.

Buon weekend a tutti, e non deprimetevi come faccio io vi raccomando 😅😅😅!

I miei schemi mentali notturni

C`era una volta, un re, una regina e il loro regno: c`era il castello, attorno crescevano terreni rigogliosi, l`economia era fiorente e il popolo viveva in pace grazie ai due sovrani. Il re era un uomo forte, pieno di virtù e sicuro di sé, la regina era una donna dolce, altruista e benvoluta da tutti. Ma il loro regno era piccolo e andava espanso,cosi capitava che il re dovesse partire per conquistare terreni, e la regina dovesse rimanere nel castello a regnare,ma il tempo spesso li divideva, e insieme al loro amore anche il regno andava a sgretolarsi. La regina non riusciva a combattere da sola la siccità, che insieme a lei portò fame e povertà. Il re non vedeva i problemi, e continuava a partire per nuove conquiste, ma non capiva che se non avesse prima salvato il loro regno, questo non sarebbe mai cresciuto. 

Fine? Non lo so

Il gusto del fare le cose

Dov’è?

Io purtroppo non lo vedo più.

Ormai pretendiamo che dopo ogni scelta o azione, 

debba necessariamente esservi un obiettivo.

E se provassimo ad agire a caso? Senza un perché?

Forse tutto avrebbe meno senso ma più gusto.

By Ale

Ps.scusate scrivo cose strane,nel dubbio do la colpa alla febbre🤒